Lo stato di difficoltà economico- finanziaria che perdura a livello internazionale ha innescato un appesantimento dei conti pubblici e la progressiva diminuzione delle risorse pubbliche a disposizione: ciò rende improcrastinabile, in tutti i Paesi ma soprattutto in Italia per il suo altissimo debito pubblico, un utilizzo più attento e rigoroso dei soldi pubblici.

Al di là delle motivazioni finanziari, qualsiasi Stato che voglia dirsi moderno, efficiente e trasparente, deve poter conoscere e misurare il rendimento della complessa macchina pubblica. Lo chiedono i cittadini, che di essa sono finanziatori e al contempo utenti; lo chiede l’Europa, che con il Patto di stabilità impone alle Amministrazioni di concorrere al risanamento complessivo della finanza pubblica.

È in questo contesto che Fondazione Etica ha pensato di studiare e costruire un modello di valutazione in grado di misurare l’efficacia delle Amministrazioni Pubbliche secondo criteri riconducibili al concetto di sostenibilità, tenendo conto anche di variabili qualitative: il risultato è il Rating Pubblico (acronimo REP).

 

Ufficio Italiano Brevetti e Marchi

Registrazione marchio d’impresa n.0001511209 del 6/4/2012

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Esso risponde a quanto richiesto dal massimo organismo italiano sulla Pubblica Amministrazione, la Commissione per la Valutazione e l’Integrità delle Amministrazioni Pubbliche (Civit), poi trasformata in Autorità Nazionale AntiCorruzione (Anac), che in una sua delibera del 2010 scrive:
I Sistemi di misurazione assumono un carattere ancora più rilevante in situazioni di ciclo economico negativo, a fronte del quale il legislatore ha assunto le misure urgenti previste nel decreto-legge 78/2010. Tali misure, infatti, richiedono l’effettiva implementazione di un Sistema di misurazione della performance per almeno due ordini di ragioni:
la prima relativa alla soddisfazione delle esigenze dei cittadini e la seconda relativa alla migliore capacità di scelta e di selezione da parte delle autorità competenti in ordine all’allocazione delle risorse.
Quanto al primo profilo, il Sistema di misurazione della performance delle Pubbliche Amministrazioni deve essere orientato principalmente al cittadino; la soddisfazione e il coinvolgimento del cittadino costituiscono, infatti, il vero motore dei processi di miglioramento e innovazione. Quanto al secondo profilo, la misurazione della performance consente di migliorare l’allocazione delle risorse fra le diverse strutture, premiando quelle virtuose e di eccellenza e riducendo gli sprechi e le inefficienze
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Il Rating Pubblico mira esattamente a creare un meccanismo incentivante per le Pubbliche Amministrazioni, basato sul merito, consentendo di misurarne la performance qualitativa dal punto di vista degli stakeholders.
È a questi ultimi che le PA devono rendere conto non solo di “quanto” hanno speso, ma soprattutto di “come” e “per cosa”. La valutazione delle Pubbliche Amministrazioni, infatti, non può limitarsi a criteri meramente economici e finanziari, ma deve saper misurare anche la qualità del servizio svolto.

Del resto, è quanto viene fatto, ormai, anche nell’ambito di soggetti privati: in Borsa i cosiddetti Indici di Sostenibilità consentono da tempo di valutare la performance di un titolo finanziario o del soggetto economico che lo emette – impresa o Stato – tenendo conto non solo della performance economica e finanziaria, ma anche di variabili qualitative come il rapporto con l’ambiente, l’impatto sociale e la governance aziendale (Enviromental, Social and Governance). Non molti sanno che quel tipo di Indici, ad esempio, furono in grado di prevedere il default di Lehman Brothers del 2008.
Il Rating Pubblico si basa sui principi e sulla metodologia degli Indici Esg adattati al sistema pubblico.

Perchè non si è fatto prima? Perchè per valutare e misurare bisogna prima conoscere. Ma in Italia ad oggi non esiste una banca-dati unica e aggiornata delle PA. Il Rating Pubblico consente la creazione di un database sulla PA costantemente aggiornato.